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Secondo il New York Times parte delle scorte sotterranee di uranio arricchito dell'Iran sarebbero sopravvissute agli attacchi americani e israeliani delle scorse settimane
I recenti attacchi che gli Stati Uniti hanno sferrato contro i siti iraniani di Natanz e Fordow, con 14 bombe anti-bunker GBU-57A/B nel corso dell'operazione denominata Midnight Hammer, potrebbero non essere stati sufficienti a neutralizzare la minaccia nucleare incarnata da Teheran. Pare, infatti, che una parte delle scorte sotterranee di uranio arricchito, potenzialmente impiegabile dagli ayatollah per riesumare il proprio programma nucleare, sia sopravvissuta ai raid Usa e israeliani delle ultime settimane. Queste scorte, ha rivelato il New York Times citando un funzionario di Tel Aviv, potrebbero essere accessibili agli ingegneri iraniani e di qualità quasi pari a quella che servirebbe per realizzare una bomba.
L'allarme sulle presunte scorte di uranio è arrivato da Israele. Un alto funzionario dello Stato ebraico ha spiegato che il suo Paese ha iniziato a pianificare un'azione militare contro l'Iran alla fine dell'anno scoso, dopo che erano emerse non meglio specificate prove relative ad un fantomatico progetto segreto di Teheran relativo alla costruzione di una bomba. L'intelligence di Tel Aviv avrebbe quindi individuato l'attività di armi nucleari subito dopo l'uccisione di Hassan Nasrallah, storico leader di Hezbollah, la milizia libanese sostenuta dal governo iraniano. Questa osservazione avrebbe spinto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a prepararsi a un attacco, con o senza l'aiuto degli Stati Uniti.






