Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Secondo l'intelligence potrebbe essere ancora recuperabile. Un’eventualità che apre scenari operativi estremamente rischiosi
Per le agenzie di intelligence statunitensi un’équipe inviata da Teheran o “potenzialmente un altro gruppo” potrebbe recuperare la principale riserva di uranio altamente arricchito che è rimasta sepolta nel complesso sotterraneo del Centro di tecnologia nucleare di Isfahan, duramente colpito dai bombardieri strategici B-2 che lo scorso giugno hanno sganciato bombe ad alta penetrazione per distruggere e rendere inaccessibili le strutture e con esse tutti i progressi ottenuti dal programma nucleare iraniano.
Ma l’uranio arricchito fino al 60%, ossia a un passo dal livello di idoneità per l’impiego militare, sarebbe ancora lì, immagazzinato nei tunnel di Isfahan, secondo Rafael Grossi, responsabile dell'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. Il complesso di tunnel di Isfahan, nell’omonima provincia che sorge nell’Iran centrale, sembra essere stato “l’obiettivo meno danneggiato” dai raid dell’Operazione Midnight Hammer, secondo le analisi del Pentagono, e per questo recuperare l'uranio sepolto nel sito potrebbe anche essere possibile, seppure complesso. Stando a quanto riportato, la riserva di uranio altamente arricchito dell’Iran ammonta a circa 450 chilogrammi, e la metà di questa riserva sarebbe rimasta a Isfahan e non sarebbe stata portata in altri siti segreti e sicuri, sfuggendo alle bombe sganciate su Fordow e Natanz. Secondo un esperto di sicurezza israeliano citato da Ynet: “Recuperare l'uranio altamente arricchito che si ritiene sia sepolto sotto le macerie dell'impianto nucleare iraniano di Isfahan sarebbe estremamente difficile e probabilmente irrealistico”, entrando in contrasto con quanto riportato dall’articolo pubblicato dal New York Times, che rifacendosi alle fonti dell'intelligence statunitense afferma che “l'Iran potrebbe ancora essere in grado di accedere a una riserva di uranio altamente arricchito sepolta nel sito”.






