Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Secondo diverse ricostruzioni, le scorte di uranio arricchito al 60% sarebbero state spostate dal regime degli ayatollah in una località segreta
In attesa di capire se e quanto reggerà il cessate il fuoco tra Israele e Iran mediato da Stati Uniti e Qatar, c'è un'altra grande incognita che incombe adesso in Medio Oriente. Si tratta delle sorti del programma nucleare iraniano che secondo il presidente americano Donald Trump sarebbe stato completamente distrutto dai B-2 nel corso dell'operazione Martello di Mezzanotte ma che secondo alcune voci più pessimistiche potrebbe invece essere stato solo in parte danneggiato e potrebbe proseguire se non accelerare allo scopo di dotare di armi atomiche il regime degli ayatollah.
Anche all'interno dell'amministrazione repubblicana vi sarebbero dubbi sulla questione, in particolare sulle sorti dell'uranio che Teheran è riuscito ad arricchire prima della campagna di bombardamenti avviata dagli israeliani il 13 giugno scorso. Ad esprimere per primo qualche velato timore sulle scorte di uranio sufficienti a produrre nove o dieci armi atomiche è stato il vice presidente J.D. Vance. Intervistato due giorni fa dall'emittente Abc News mentre il mondo aveva da poco appreso dei missili e delle bunker buster sganciate sugli impianti di Fordow, Natanz e Isfahan, Vance ha dichiarato che "lavoreremo nelle prossime settimane per assicurarci di fare qualcosa su quel combustibile".






