Cesare è tornato a casa, nello stadio dove gioca il suo Bologna, non distante dai quei colli che percorreva con la 50 Special ai tempi dei Lunapop. Il tour 2025 di Cremona fa tappa per due sere a Bologna: ieri la prima, stasera la replica. Lui pare tornato un bambino: «Lo stadio Dall’Ara ha un significato speciale per me, da ragazzino vedevo le magie di Baggio e ora, anche se lui non gioca più, amo seguire il mio Bologna. Esserci per questi concerti ha un valore profondo. È la prima volta che un artista nato e cresciuto qui porta due show consecutivi sold-out allo stadio e queste serate nelle quali dopo lo show dormirò a casa mia, da dove ammiro San Luca ogni mattina e la vedo incendiarsi ogni sera al tramonto, sono un abbraccio che tiene stretti tutti quanti i miei giorni e i miei ricordi, le mie speranze e i miei sogni». I sogni di un bambino nato e cresciuto con la musica e la filosofia cantautoriale che lo fanno considerare a buon diritto, per cifra stilistica, creatività, originalità e gusto melodico, il successore di Lucio Dalla, il grande artista scomparso l’1 marzo del 2012.

Cesare aveva Dalla come emblema musicale e il paragone è tutt’altro che blasfemo per l’artista che, a 45 anni, una bella età di mezzo per chi fa musica, sta mostrando davvero di saperci fare. Da lassù Lucino sarebbe orgoglioso del suo successore. Le emozioni sono molto bolognesi per un altro dettaglio: allo stadio va in scena un incontro speciale con Luca Carboni, l’amico che Cesare ha voluto con sé durante l’avventura dell’ultimo album Alaska e con il quale duetta nella canzone simbolo della sua città, quella dedicata a San Luca, la basilica che osserva Bologna dall’alto del Colle della Guardia. Il brano ha rappresentato una rinascita per Carboni dopo i mesi di enorme sofferenza per una forma di tumore ai polmoni che l’ha fatto tremare.«Quando Luca entra in una stanza, quella stanza non ha più pareti. Diventa colline, alberi in fiore, finestre, case, cortili di strade infinite», ha detto Cremonini.