Il viaggio come metafora: sui grandi schermi dietro il palco, che con una pedana si allunga fino a metà del prato di San Siro, scorrono le immagini dell’Alaska, e poi i deserti, le aurore boreali, un contrasto di colori che fa da cornice narrativa a questo secondo concerto milanese, città di debutto del tour 2025.
Cesare Cremonini per due ore e mezzo canta, corre, balla e passa dalla chitarra al pianoforte, poi alla fisarmonica accompagnato dalla sua band, tra componenti storici e nuovi ingressi, performer e acrobati.
Il punto di partenza è il lungo viaggio intrapreso nel 2022 che lo ha visto attraversare da solo tutta l’America fino a raggiungere le aurore boreali nel Circolo Polare Artico in Alaska. Esperienza che troviamo in Alaska Baby, l’ultimo album uscito l’anno scorso, e in questo nuovo tour sold out.
«San Siro, abbracciami!», grida Cremonini dopo la prima serie di canzoni, prendendo per mano il pubblico che più scendono le luci della notte, in una serata sorprendentemente fresca, e più si scalda.
«Mi siete mancati tanto, abbracciatevi, tenetevi per mano, toccatevi perché questa notte viaggeremo insieme, andremo in alcuni luoghi dove sono stato. Non voglio più tornarci da solo, ci voglio tornare con ognuno di voi. Tutto quello che ho fatto e vissuto è diventata musica, liberazione e calore. È incredibile cosa si possa fare con il dolore, è incredibile cosa si possa fare con l’amore».














