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Cesare incanta lo stadio: "Voglio portarvi con me nei luoghi dove sono stato". Poi ripercorre 26 anni di carriera: dai successi dei Lùnapop alle ultime hit. .

Ci sono Cesare Cremonini e Luca Carboni che cantano San Luca ai piedi del santuario dove si va a chiedere e ringraziare. C’è un Dall’Ara da cui si leva una voce sola, come avviene la domenica ogni volta che il Bologna vince ed esplode Poetica. Ci sono gli inni generazionali 50 Special e Un giorno migliore. Ci sono viaggi lontanissimi, fino all’Alaska, mondi selvaggi ricreati su un palco gigantesco, fra giochi di luce, pianoforti ’ghiacciati’ e aurore boreali stampate anche su una moto del team VR46, pronta per il Mugello, a suggellare l’amicizia con Valentino Rossi.

"Bologna mi sei mancata tutti i giorni fino ad arrivare fino a qua – le prime parole di Cesare –. Vi prego questa notte abbracciatemi, voglio portarvi con me nei posti in cui sono stato. Tutto quello che ho vissuto sono diventate canzoni. È incredibile quello si possa fare con l’amore. Bologna abbracciami".

Ci sono famiglie, gruppi di amiche che cantano già in via Saragozza, giovani che erano bambini quando esplose il fenomeno Lùnapop. E dunque non è ’solo’ un concerto che ripercorre 26 anni di carriera (il bis stasera, 77mila i presenti nelle date) quello di Cesare nella sua città, "dove sono nate tutte le canzoni che ho scritto– ha detto giorni fa – in un tempio emotivo come il Dall’Ara".