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Giorgetti critica il Patto di Stabilità: può armarsi solo chi ha i conti in regola

«È fondamentale trovare una soluzione per aggiornare queste regole all'emergenza che stiamo vivendo, per evitare che sembrino stupide e senza senso». Giancarlo Giorgetti non cerca giri di parole e al tavolo dell'Eurogruppo mette nero su bianco tutta la sua insoddisfazione. Il bersaglio è il Patto di stabilità riformato, che nella sua attuale architettura denuncia il ministro rischia di diventare un freno, anziché uno strumento di crescita e protezione collettiva.

Nel pieno di una fase storica segnata da tensioni internazionali e da un'accresciuta consapevolezza sulla necessità di rafforzare i sistemi di difesa europei, le nuove regole di bilancio sembrano non tenere conto della realtà. In particolare, Giorgetti punta il dito contro la cosiddetta clausola nazionale di salvaguardia: una misura che consente ai Paesi membri di aumentare temporaneamente la spesa per la difesa fino all'1,5% del Pil per quattro anni, evitando per questo di finire nel mirino di Bruxelles. Peccato che questa clausola, ad oggi, sia di fatto preclusa proprio a chi, come l'Italia, è già soggetto a una procedura per deficit eccessivo.