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Per la prima volta l’Unione Europea sfonda davvero il tetto del debito condiviso, e lo fa per una finalità militare, per di più a favore di un Paese terzo
Persino a un passo dalla fine nessuno aveva osato chiamarli eurobond. Li hanno chiamati così solo dopo che qualcuno ha avuto il coraggio di pronunciare la parola proibita. Emmanuel Macron lo ha fatto con la solita spregiudicatezza francese, rivendicando apertamente ciò che a Bruxelles si cercava di camuffare. Novanta miliardi di debito comune, garantiti dal bilancio Ue, per finanziare l’Ucraina.
Traduzione brutale: l’Europa emette debito per comprare armi. Si potrà parlare di prestito, di strumento pragmatico, di «visibilità per Kiev». Ma la sostanza non cambia. Per la prima volta l’Unione Europea sfonda davvero il tetto del debito condiviso, e lo fa per una finalità militare, per di più a favore di un Paese terzo. Una svolta politica di portata storica, fatta passare come un atto tecnico. È il primo mattone di una nuova architettura: una struttura finanziaria pensata per costruire, finalmente, un apparato difensivo europeo.






