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Gli stati europei chiedono ai loro cittadini di essere finanziati con 1.400 miliardi per fare spesa pubblica. Sostengono che sarà produttiva: abbiamo ragionevoli dubbi
Se ci fosse qualcuno in Europa, non dico come Milei, ma almeno come Margaret Thatcher, oggi direbbe ai propri cittadini cosa sta succedendo dalle nostre parti e cosa invece vede negli Stati Uniti. Non in Cina o India dove le regole sono diverse e la demografia, rispetto a noi, sta esplodendo. I conti di fine anno e le prospettive finanziarie del prossimo sono chiarissime. E ci condannano inesorabilmente. Vedete, non si tratta di una questioncina contingente. Ma di una prospettiva di lungo periodo, ed è possibile sintetizzarla con due numeri. Semplici.
Quest'anno i paesi dell'Eurozona stamperanno titoli del debito pubblico come non mai: 1.400 miliardi di euro. È la somma di Bot, Btp e titoli simili emessi dai Tesori di Italia, Francia e Germania. Principalmente. Uno può dire: bene. Stiamo costruendo il nostro futuro. Anche se a debito. Qualche dubbio è lecito. Secondo la banca mondiale, l'Europa, un po' allargata, spende da sola la metà di quanto faccia tutto il mondo in assistenza. Insomma ad essere generosi e ad avere la presunzione keynesiana che la spesa pubblica aiuti, potremmo dire che con questo debito per una parte paghiamo l'assistenza sociale e per il resto l'economia. Qualcuno di voi crede veramente che con questa spesa pubblica si stia creando un futuro economico all'Europa? Passeremo la nottata. E cioè, a debito, cercheremo di rendere ancora per qualche anno la vita dei cittadini europei in linea con gli standard, alti, del passato.






