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La Commissione non ritiene vincolante l’impegno anti-dazi che vale 600 miliardi
Anche se ufficialmente in vigore da ieri, i dazi dell'amministrazione Trump («Miliardi in arrivo negli Usa!», ha twittato) alimentano uno scenario di incertezze. L'Unione europea, in particolare, cerca di disegnare una strada in un percorso che si presenta tutt'altro che rettilineo. Un nodo da dipanare riguarda l'ammontare degli investimenti promessi da Ursula von der Leyen nel vertice con Trump a Turnberry in Scozia due settimane fa. I 1.350 miliardi di dollari di commitment, specialmente i 600 miliardi di interventi europei negli Usa (gli altri 750 miliardi sono acquisti di energia su base triennale), secondo Bruxelles, non sono da intendersi come scritti sulla pietra. «Questi impegni non sono vincolanti: la Commissione non ha il potere di imporli», ha ribadito ieri il portavoce dell'esecutivo comunitario Olof Gill. «Si tratta però di intenzioni trasmesse in buona fede, dopo aver consultato le nostre industrie e gli Stati membri», ha dichiarato aggiungendo che è «quasi impossibile che tutte le imprese di tutti i 27 Paesi membri accettino di buon grado i diktat di Trump». La promessa degli investimenti, quindi, si rivela ancora molto incerta, e non vi è garanzia che si realizzi nei termini previsti.






