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Circa 900 milioni di euro dei 6,8 miliardi di gettito previsti a livello europeo verrebbero da imprese italiane

Siamo contrari a qualsiasi nuova tassa che colpisca le nostre imprese, che già operano in un contesto fortemente condizionato da innumerevoli vincoli burocratici, pressione fiscale elevata e una crescente incertezza geopolitica. Ogni ulteriore carico rischia di compromettere la tenuta e lo sviluppo del nostro tessuto produttivo e di conseguenza sociale.

In questo quadro, la proposta avanzata dalla Commissione Europea di introdurre un contributo sul fatturato delle imprese con ricavi superiori a 100 milioni di euro rappresenta una misura irragionevole e controproducente. Il cosiddetto Core, pensato per finanziare l'aumento del bilancio UE 2028-2034, colpirebbe migliaia di imprese che operano all'interno dell'Unione e che già oggi fronteggiano dazi e condizioni di concorrenza meno favorevoli rispetto ai competitor mondiali. Oltretutto, gravare sul fatturato anziché sugli utili, senza tenere conto delle effettive marginalità e cicli economici settoriali, è un errore molto grave. Penalizza chi investe, chi cresce, chi crea occupazione. Si tratta di una misura che danneggerebbe in modo significativo il nostro Paese e, in particolare, il territorio di Assolombarda: su circa 4mila imprese italiane con fatturato sopra i 100 milioni di euro, nel «quadrilatero» Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia hanno sede ben 1.200 di queste aziende, che danno lavoro a più di 2 milioni di persone e incidono per circa due terzi del valore aggiunto delle imprese del territorio.