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L'Europa e in particolare l'Italia è chiamata a una riflessione urgente. Se da un lato l'imposizione di tariffe da parte americana colpisce le imprese esportatrici, dall'altro apre una finestra di opportunità

È riduttivo pensare alla nuova ondata di dazi come un nuovo capitolo della guerra commerciale tra Washington e il Resto del Mondo. Quello a cui stiamo assistendo rappresenta invece l'ultimo tassello di un più ampio processo di riscrittura dell'ordine economico internazionale. Siamo di fronte alla costruzione di un nuovo patto geopolitico che utilizza il commercio come leva strategica per ridefinire le alleanze globali.

Sotto il cappello dello slogan America First, la Casa Bianca sta implementando un meccanismo pensato per colpire non solo Pechino, ma anche quei Paesi che hanno funzionato da valvola di sfogo per l'export cinese verso il mercato americano. Stati come Vietnam, Malesia, Cambogia, Taiwan e persino Canada si sono prestati negli anni a pratiche di transshipment, consentendo alle imprese cinesi di aggirare le sanzioni doganali.