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Il ministro Gilberto Pichetto Fratin: "Non solo difesa, l'Unione consenta di sforare i conti sull'energia"
"Se mi sento esposto? Sicuramente sarebbe stato meglio se fossi rimasto al ministero della Funzione Pubblicaavrei avuto meno problemi". La battuta il ministro dell'Ambiente e dell'Energia, Gilberto Pichetto Fratin, la regala in mezzo al Transatlantico di Montecitorio con un sorriso e un sospiro. C'è da capirlo si ritrova per colpa di Trump e degli ayatollah tra l'incudine e il martello. E ora per colpa di due-tre decimali e il famigerato rapporto deficit/Pil al 3,1 che mantiene l'Italia nella procedura d'infrazione, i suoi guai si sono moltiplicati. C'è da rimboccarsi le maniche. Ieri pure Giorgia Meloni in consiglio ha cercato di sollevare gli animi dei suoi ministri: "Abbiate un po' di ottimismo", li ha esortati.
Lui, Pichetto, è ottimista di natura o almeno si professa tale. "Vediamo che succede - dice - perché il problema non sono tanto i decimali. Parliamo di arrotondamenti. Dal 3,07 siamo passati al 3,1. Se avessimo avuto il 3,04 avremmo raggiunto l'obiettivo del 3. Si tratta di una manciata di milioni. Un nulla. È un dato che l'Europa dovrebbe avere ben presente". Per Pichetto la questione semmai è un'altra. "Il problema vero - ragiona a voce alta - è quanto dura questa maledetta guerra. E pensare che io avevo capito prima di altri dove si finiva con Trump. L'avevo paragonato a Nerone mentre gli altri erano tutti proni. Avevo capito che era instabile".






