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Il ministro degli Esteri: "L'Eliseo parla molto di sovranità europea però non spende in Difesa"

Un colpo al cerchio e uno alla botte. Da un lato il cancelliere tedesco Friedrich Merz esclude una sua presenza giovedì a Washington in occasione del prossimo incontro del Board of Peace su Gaza, mostrando continuità dopo i suoi rilievi al trumpismo e al movimento Maga avanzati dal palco della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Ma dall'altro il suo ministro degli Esteri Johann Wadephul critica apertamente le scelte del presidente francese Emanuel Macron sulla spesa per la difesa, chiedendo all'Eliseo di fare di più per trasformare le richieste di sovranità di sicurezza europea in capacità concrete.

La postura di Berlino, dunque, si pone a metà strada tra l'appoggio atlantista tout court e un indirizzo verso chi, sulla Senna, predica europeismo ma poi fa solo per sé. Come è noto, il cancelliere ha un filo diretto con Giorgia Meloni, con cui condivide il cosiddetto "motore della futura Ue", per cui la sua assenza a Washington, anche se definitiva, non tocca il rapporto con Chigi. "Il cancelliere ha continuamente contatti con Meloni. Ma indipendentemente da questo è chiaro che non andrà a Washington", fanno sapere da Berlino, anche per accrescere il peso specifico del rapporto bilaterale italo-tedesco.