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Il ministro degli Esteri Johann Wadephul chiede ai partner europei di aumentare gli investimenti militari e accusa Parigi di incoerenza: “Chi parla di sovranità deve agire”. Sullo sfondo, la pressione NATO per il traguardo del 5% del PIL

La questione della spesa militare torna a spaccare l’Europa dentro la NATO. In un momento segnato dal proseguimento della guerra in Ucraina e dallo stallo negoziale, Berlino prova a imporsi come motore di una nuova fase di riarmo europeo. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, intervenendo ai microfoni di Deutschlandfunk, ha chiesto ai partner europei di aumentare gli investimenti nella difesa e ha puntato il dito soprattutto contro la Francia, giudicando “insufficienti” gli sforzi di Parigi.

Le dichiarazioni arrivano mentre l’Alleanza Atlantica discute obiettivi più ambiziosi rispetto al tradizionale 2% del PIL: l’idea del 5% — sostenuta da settori politici in Germania e negli Stati Uniti — sta diventando un nuovo riferimento simbolico e politico, con implicazioni potenzialmente enormi sui bilanci pubblici e sulla coesione interna europea. "Basta chiacchiere: senza l'ombrello nucleare degli Stati Uniti, non siamo in grado di difenderci qui. Questa è la realtà", così ha tuonato il ministro.