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Nel confronto sul Documento di finanza pubblica, il ministro dell’Economia difende la linea del governo: rigore, serietà e scelte concrete contro illusioni di spesa facile, ricordando che senza stabilità finanziaria una Nazione non è sovrana

Un Paese fortemente indebitato non può dirsi pienamente libero, perché la sua autonomia resta inevitabilmente condizionata dai mercati, dagli interessi sul debito e dai margini fiscali ridotti. È da questo principio di realtà che Giancarlo Giorgetti ha impostato alla Camera la sua replica sul Documento di finanza pubblica 2026, rivendicando una linea di serietà che parte dai dati oggettivi e non dalle promesse irrealizzabili.

Il ministro ha richiamato il “principio di realismo” come bussola indispensabile per comprendere la condizione italiana, segnata da decisioni del passato che ancora oggi pesano sulla competitività nazionale. “Questo Paese ha scelto di rinunciare al nucleare”, ha ricordato, sottolineando come l’Italia sconti un costo energetico più elevato rispetto a partner come Francia e Spagna, che beneficiano rispettivamente di una produzione nucleare ben più consistente. A questo si aggiunge il fardello di “un debito pubblico più elevato in Europa”, che limita fortemente la capacità di manovra rispetto a Paesi come la Germania. “Questo è il dato da cui partire: chi ignora questo dato ignora la realtà”.