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Il testo del Dfp alle Camere e al Quirinale. Il ministro Giorgetti ha sottolineato che il rapporto deficit/Pil scenderà sotto la soglia del 3% entro il 2026

Il Documento di finanza pubblica (Dfp) 2026 è stato approvato dal Consiglio dei ministri ed è principalmente incentrato sulla rendicontazione dei progressi compiuti nel corso del 2025 nell'attuazione del piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029. Le previsioni relative al prodotto interno lordo (Pil) reale, si legge nella nota diramata al termine della seduta, “indicano per il 2026 una crescita dello 0,6 per cento, inferiore rispetto a quella indicata nel documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) dello scorso ottobre (pari allo 0,7 per cento)”.

Nell’introduzione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si legge che "il contagio” dello choc causato dal conflitto in Medio Oriente “è per il momento limitato agli indicatori finanziari e di percezione e non si è ancora propagato all'economia reale”. Tuttavia, “vi sono molteplici canali di trasmissione ed è al momento difficile predire con esattezza quali di questi si attiveranno e con quale intensità, non solo perché non è chiaro quanto si protrarrà il conflitto in atto, e in particolare quanto a lungo lo Stretto di Hormuz resterà totalmente o parzialmente chiuso, ma anche perché non è possibile stabilire la durata e l'entità degli impatti economici delle strozzature dell'offerta che si sono già verificate”.