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Deficit/Pil 2025 al 3,1%, l'uscita dalla procedura Ue per ora è rinviata
I dati preliminari diffusi ieri dall'Istat fotografano un'Italia che continua a crescere e a consolidare il risanamento dei conti pubblici, ma che paga ancora il conto di scelte scriteriate del passato, a cominciare dal Superbonus 110% varato sei anni fa dal governo guidato da Giuseppe Conte. Nel 2025 il rapporto tra indebitamento netto e Pil si è attestato al 3,1%, in miglioramento rispetto al 3,4% del 2024 ma leggermente superiore al 3% indicato nel Documento programmatico di finanza pubblica. Un solo decimale separa il Paese dall'uscita formale dalla procedura europea per deficit eccessivo, e proprio quel decimale è appesantito dalla coda finanziaria della misura.
La crescita, invece, è pienamente in linea con l'impostazione prudenziale dell'esecutivo. Il Pil reale aumenta dello 0,5%, esattamente come previsto dal governo, mentre in valori correnti raggiunge i 2.258 miliardi di euro, con un incremento del 2,5%. A trainare è soprattutto la domanda interna, che al netto delle scorte contribuisce per 1,5 punti percentuali alla variazione complessiva. Pesano invece la domanda estera netta e la dinamica delle scorte, in un contesto internazionale ancora instabile. Gli investimenti fissi lordi rimbalzano del 3,5%, i consumi finali nazionali crescono dello 0,9%, l'occupazione aumenta dell'1,3% e i redditi da lavoro dipendente segnano un +3,8 per cento.








