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La revisione Istat vedrebbe il disavanzo sul Pil al 3,05%. Per uno 0,01% tutto fermo

Ventitré milioni. È tutto lì, in quella cifra quasi invisibile nei conti dello Stato, che si gioca una partita da miliardi. Secondo quanto appreso in esclusiva dal Giornale, le ultime revisioni Istat (da consegnare entro domani a Eurostat) porterebbero il deficit/Pil 2025 dell'Italia al 3,05%, che per arrotondamento diventa 3,1%. Tradotto: niente uscita dalla procedura di infrazione. Non quest'anno, almeno. E il paradosso è che a fare la differenza sarebbe uno 0,01% di Pil, poco più di 20 milioni.

Per dare un'idea dell'ordine di grandezza, parliamo di cifre che nella macchina pubblica scorrono quasi senza lasciare traccia. È la stessa dimensione dell'ultimo incremento del Fondo per il Cinema e l'Audiovisivo annunciato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, venti milioni aggiuntivi per sostenere le maestranze. Oppure, restando nel perimetro pubblico, è quanto la Provincia autonoma di Bolzano rimborsa ogni anno alla Rai per la produzione in lingua tedesca e ladina. Insomma, cifre minute se rapportate alla dimensione della finanza pubblica, ma decisive quando si tratta di rispettare una soglia pensata a Bruxelles.