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La crescita c’è e i conti migliorano, ma i dati preliminari Istat evidenziano che per ora non si uscirà dalla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo. Niente possibilità, quindi, di accedere al prestito Safe per ReArm Europe

I dati preliminari diffusi oggi dall’Istat disegnano un’Italia che continua a crescere e consolida il risanamento dei conti, ma che resta ancora agganciata alla procedura europea per deficit eccessivo. Nel 2025 il rapporto tra indebitamento netto e Pil si attesta al 3,1%, in miglioramento rispetto al 3,4% del 2024 ma leggermente peggiore rispetto al 3% indicato nel Documento programmatico di finanza pubblica.

È un decimale che pesa. Perché proprio quel decimale impedisce, almeno allo stato attuale, l’uscita dalla procedura di infrazione e, di conseguenza, l’accesso al prestito Safe collegato al piano ReArm Europe, che il governo aveva subordinato al rientro sotto la soglia prevista dalle regole Ue. A quel finanziamento era collegato l’incremento annuo delle spese militari fino allo 0,2% del Pil nel 2028. Il percorso resta tracciato, ma il margine è più stretto del previsto.