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2 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 22:22
Brutta sorpresa per il governo Meloni: il deficit scende ma non abbastanza. Nel 2025 il Pil italiano è cresciuto dello 0,5%, in linea con le attese, ma il disavanzo si è fermato al 3,1%. Il livello è inferiore rispetto al 3,4% dell’anno precedente, ma non tale da garantire il rispetto del parametro del 3% del Patto di stabilità e l’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione europea. Almeno per ora. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non appena resi noti i dati Istat sulla situazione dei conti pubblici, si è affrettato a chiarire che i numeri sono ancora provvisori e che la pubblicazione avviene prima della comunicazione ufficiale a Bruxelles. La causa del mancato raggiungimento dell’obiettivo sarebbe da ricercare nel “colpo di coda del Superbonus“, i cui effetti si farebbero sentire anche sul debito, cresciuto più delle aspettative oltre il 137% del Pil.
Margini di revisione potrebbero dunque ancora esserci, tanto che lo stesso istituto di statistica ricorda che i dati saranno trasmessi ad Eurostat entro il 31 marzo e che il conto “è suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate”. Anche Bruxelles non si sbilancia e prende tempo. La Commissione, fa sapere un portavoce dell’esecutivo Ue, valuterà la situazione del disavanzo dell’Italia nell’ambito del Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026, quindi all’inizio di giugno, “sulla base dei dati di consuntivo 2025”. E così sull’uscita dalla procedura (su cui anche la premier Giorgia Meloni si era espressa lasciando trapelare un certo ottimismo nel week end) potrebbe non essere ancora detta l’ultima parola.










