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Il ministro rivendica i progressi sui conti ma Comuni e Regioni chiedono risorse. E i consumi languono
Stabilità e fiducia come carte vincenti per attrarre investimenti, ma anche la necessità di mantenere i conti pubblici sotto controllo per non compromettere la credibilità del Paese. È il messaggio lanciato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti (in foto), intervenuto in videocollegamento con l'evento Selecting Italy a Trieste, in un momento in cui la legge di Bilancio è sotto la lente degli enti locali.
"Aumentare la spesa pubblica non è un sicuro viatico per far crescere gli investimenti - ha avvertito Giorgetti - al contrario, una spesa pubblica fuori controllo diventa un fattore inibitore per gli investitori perché frena la fiducia in un Paese. Chi ha scelto l'Italia in questi anni lo ha fatto anche per il valore della stabilità, quella governativa e quella finanziaria". Il titolare di via XX Settembre ha rivendicato come "in tre anni l'Italia abbia ridotto il deficit di cinque punti e mezzo, abbassato lo spread da 236 a 75 punti base ed è tornata a registrare avanzi primari". Nel suo intervento Giorgetti ha ricordato che per gli investimenti "abbiamo proposto al Parlamento di stanziare in tre anni oltre nove miliardi". I numeri, ha sottolineato, sembrano incoraggiare. "Nel 2024, secondo il Financial Times, le spese relative a nuovi progetti hanno toccato i 35 miliardi, superando Francia, Germania e Spagna. E nella prima parte del 2025 i flussi risultano ulteriormente in crescita".






