Viviamo in un tempo in cui la violenza fisica, verbale, psicologica, economica ed ecologica viene non solo tollerata, ma anche sdoganata, sostenuta e strumentalizzata dai potenti della terra, dai loro team e da molti mezzi di comunicazione. Un’escalation che ha fatto quasi raddoppiare le ostilità globali negli ultimi cinque anni. Un dato recente riporta che attualmente sono attivi nel mondo 56 conflitti armati, il numero più alto dalla Seconda Guerra Mondiale, che hanno prodotto solo nel 2024 almeno 233.000 vittime, senza contare le morti che è stato impossibile conteggiare, tanto che si parla di “Terza Guerra Mondiale a pezzi”.

Ci stiamo abituando a coesistere con tremende immagini di bambini innocenti annientati, padri e madri distrutti, famiglie dilaniate, popoli stremati, giovani vite mandate a morire in guerre disumane, che non hanno nessuna giustificazione plausibile se non nella follia dell’ego. L’essere umano sembra avere un rapporto unico e prediletto con l’istinto distruttivo, che non riguarda solo i propri simili, ma dilaga e si estende coinvolgendo anche tutte le altre forme di vita: animali, piante, ecosistemi. A livello mondiale, una donna viene uccisa ogni dieci minuti da un partner o un familiare. Un dato tragico che conferma come anche la violenza domestica e di genere siano parte integrante del nostro presente.