La Società italiana della riproduzione umana (Siru) accende i riflettori sulla necessità di garantire su larga scala la preservazione della fertilità, non solo nei casi di problemi riproduttivi in senso stretto, ma anche in relazione ad altre patologie che possono comprometterla o a scelte personali di vita.

Il 20 e 21 giugno, nella Torre biologica dell'Università degli Studi di Catania, si terrà sul tema un convegno multidisciplinare e multiprofessionale tra medici, biologi, genetisti, psicologi, ostetriche e legali dal titolo "Selezione dei pazienti e gestione della crioconservazioni di gameti e embrioni. Dalla preservazione della fertilità nella patologia maligna e benigna al social freezing".

Negli ultimi anni, il tema della preservazione della fertilità ha assunto un ruolo centrale nella medicina della riproduzione, spingendo verso una visione sempre più inclusiva, preventiva e personalizzata. Se inizialmente la crioconservazione di ovociti, spermatozoi ed embrioni era destinata, come anticipato, quasi esclusivamente ai pazienti infertili, oggi si riconosce l'importanza di estendere queste strategie anche a pazienti oncologici e affetti da patologie benigne che possono compromettere, in modo temporaneo o permanente, la capacità riproduttiva.