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Ultimo aggiornamento: 14:17

Nella maggior parte degli Stati europei hanno preso il sopravvento forze che vedono il futuro soprattutto in una strategia di scontro militare e in centinaia di miliardi di euro per gli armamenti. La pace e la sicurezza non sarebbero più raggiungibili con la Russia, ma dovrebbero essere imposte contro di essa. Si invoca la necessità di aumentare sempre più gli armamenti e di prepararsi a una guerra presumibilmente imminente, invece di collegare la necessaria capacità di difesa a una politica di controllo degli armamenti e di disarmo per raggiungere la sicurezza comune e la capacità reciproca di vivere in pace. […] L’ordine di sicurezza europeo basato sui principi degli Accordi di Helsinki è stato sempre più minato negli ultimi decenni, prima ancora dell’attacco illegittimo della Russia all’Ucraina, da parte dell’“Occidente”, ad esempio con l’attacco della Nato alla Serbia nel 1999, con la guerra in Iraq da parte della “coalizione dei volenterosi” nel 2003, o con il mancato rispetto degli impegni di disarmo nucleare confermati nel 1995 dal Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, con la denuncia o il mancato rispetto di importanti accordi sul controllo degli armamenti, per lo più da parte degli Stati Uniti, o anche con l’attuazione del tutto insufficiente degli accordi di Minsk dopo il 2014.