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Ultimo aggiornamento: 7:45

Ho scritto sulla leva obbligatoria, auspicando un esercito europeo che utilizzi razionalmente i miliardi spesi in difesa dall’Ue, già molti di più di quelli spesi dalla Russia. Nell’attesa che gli eserciti siano smantellati, mentre ancora ci sono, sarebbe meglio non lasciarli in mano ai bellicisti. Non vedo minacce russe alla sicurezza europea, visti i risultati della guerra in Ucraina. La Russia vuole appropriarsi delle regioni russofone e non vuole basi militari vicine ai suoi confini. Le conviene riprendere i rapporti commerciali con l’Europa occidentale, con reciproco vantaggio.

L’aumento delle spese militari è pazzesco, ma pare, almeno per il momento, ineludibile, visto che dalla transizione ecologica stiamo passando a quella militare, entrambe impersonate da Roberto Cingolani. I partiti contrari sono pochissimi. I media martellano messaggi che evocano invasioni, ora anche da sud. Se invaderanno la Sicilia, come potremo fuggire alle orde barbariche senza il Ponte sullo Stretto? Con incuranza del ridicolo si insiste con questi messaggi. Pare che funzioni.

Che volevo dire con la leva obbligatoria? Mi ripeto perché quasi tutti i commentatori hanno inteso il contrario di quel che intendevo. L’Art. 52 recita: La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica. I costituenti sapevano cosa significa un esercito in grado, almeno in parte, di opporsi alla dittatura. Dopo l’8 settembre una parte dei militari fu deportata (mio padre finì a Buchenwald), una parte si unì alla Resistenza, e una parte restò con i nazisti. Con l’amnistia di Togliatti i fascisti restarono in carica, e nei settori cruciali della Repubblica nata dalla Resistenza restarono gli ex fascisti. I militari di leva, però, rappresentavano la totalità della popolazione maschile.