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27 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:05
L’ex cancelliere Olaf Scholz stupì il Parlamento quando il 27 febbraio 2022, appena quattro giorni dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina, reagì annunciando lo stanziamento straordinario di 100 miliardi per riammodernare l’esercito. Il nuovo esecutivo ha previsto ancora crediti per oltre 500 miliardi in dodici anni. Un’equipe di giornalisti della ZdF ha voluto verificare come sono stati destinati i fondi già stanziati e a tre anni dalla “svolta epocale” di Scholz ha constatato che ben 22 progetti sono stati assegnati al colosso Rheinmetall, con l’industria bellica che ha presentato aumenti dei costi su quelli già assegnati in almeno 11 casi, con un sovrapprezzo totale di circa 13 miliardi. Situazione alla quale si aggiungono frequenti ritardi nelle consegne dei materiali.
L’inchiesta si è scontrata con vincoli di segretezza, come confermato dall’ex deputato dei Verdi Tobias Lindner, per quattordici anni nel Bundestag e da ultimo segretario di Stato al Ministero degli Esteri sotto Annalena Baerbock, e con la mancanza di dettagli dei contratti, quanto è stato effettivamente ordinato e come vengono stabiliti i prezzi. Il Ministero della Difesa e il Bundestag non tengono neppure elenchi dettagliati delle aziende e dei subappaltatori.











