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28 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:58
Prima il piano sugli ospedali, che ha come obiettivo quello di garantire un’assistenza sanitaria stabile, anche in caso di guerra. Poi l’ipotesi di reintroduzione della leva obbligatoria, affiancata alla creazione di “un nuovo servizio militare attraente” che “si basi sulla partecipazione volontaria“. Un mosaico a cui si aggiunge la proposta del ministero degli Interni dell’insegnamento della gestione delle crisi direttamente nelle aule delle scuole e un massiccio piano di riarmo da 377 miliardi di euro. E ora il governo conservatore della Germania compie un ulteriore passo verso un assetto di preparazione in caso di conflitto: l’ultimo tassello è la decisione di sospendere l’uso a scopi civili di 200 proprietà militari, 187 delle quali di proprietà dell’agenzia federale responsabile della gestione del patrimonio immobiliare statale. Il motivo è l’aumento della domanda di siti dovuto al previsto ampliamento delle forze armate, ha annunciato il ministero, come riporta Ard. Il ministero della Difesa ha iniziato a destinare i siti militari ad uso civile all’inizio degli anni ’90, dopo la fine della Guerra Fredda all’indomani della caduta del Muro di Berlino. Si tratta di un processo che ha subito un’accelerazione dopo la sospensione del servizio militare obbligatorio nel 2011 e che ora potrebbe andare verso una sostanziale riforma per potenziare l’esercito in linea con i nuovi obiettivi della Nato. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 e i crescenti segnali di distacco da parte degli Stati Uniti di Donald Trump, Berlino ha iniziato a reinvestire massicciamente nelle sue forze armate, la Bundeswehr.






