Una versione "abbastanza semplice" e un autore, Cicerone, "che si fa in terzo, quindi meno complicato, ma una sorpresa".

I primi studenti ad aver terminato la seconda prova di latino al liceo Mamiani di Roma, indirizzo classico, si dicono ottimisti e soddisfatti per il lavoro svolto.

Francesco, dopo essere uscito da scuola, legge la traduzione che è stata già diffusa sui siti e la confronta con quello che ricorda di aver scritto, "è andata bene", dice. Riguardo alle insidie, "c'era una frase con un periodo molto lungo, di tre quattro righe almeno, ma nel complesso l'ho trovata semplice come versione", spiega. Anche Giacomo è contento, è un autore che gli piace. Mentre Carmilla non fa pronostici, preferisce aspettare l'esito. "Penso di aver tradotto bene, anche se le frasi non hanno molto senso in italiano". "Tradurre Cicerone letteralmente è come una sentenza a morte", sentenzia un suo compagno di classe che, con un cornetto tra le mani, ne approfitta per fare una colazione in ritardo di qualche ora. La fortuna, secondo molti, è stata che diverse frasi si trovassero già tradotte all'interno del dizionario.