Stavolta i pronostici ci hanno azzeccato: è Cicerone il protagonista della seconda prova scritta della Maturità (quella di indirizzo), la più temuta, al Liceo Classico. Insieme a Tacito e Seneca era in cima al toto-traccia. Mancava dal 2009, e con l’uscita odierna diventa l’autore di Latino in assoluto più proposto della storia dal dopoguerra ad oggi, con ben 17 Maturità all’attivo. Il dialogo è “Laelius de amicitia”, composto nel 44 a.C. ma ambientato nel 129 a. C., in cui l’oratore e filosofo descrive con accenti accorati l’amicizia tra due esponenti di primo piano della classe politica romana dell’epoca, Gaio Lelio e Scipione Emiliano, da poco scomparso. Ecco le prime righe del brano da tradurre: “Amor enim, ex quo amicitia nominata est, princeps est ad benevolentiam coniungendam. Nam utilitates quidem etiam ab eis percipiuntur saepe, qui simulatione amicitiae coluntur et observantur temporis causa. In amicitia autem nihil fictum est, nihil simulatum et, quidquid est, id est verum et voluntarium. Quapropter a natura mihi videtur potius quam ab indigentia orta amicitia, adplicatione magis animi cum quodam sensu amandi, quam cogitatione quantum illa res utilitatis esset habitura”. La seconda parte della prova verte su tre quesiti a risposta aperta sulla comprensione e interpretazione del brano, l’analisi linguistica, stilistica ed eventualmente retorica fino all’approfondimento e alla riflessione. 10/12 righe di foglio protocollo l’estensione massima.
Maturità 2025, Cicerone, Cartesio e le fake news: le seconde prove della maturità
Stavolta i pronostici ci hanno azzeccato: è Cicerone il protagonista della seconda prova scritta della Maturità (quella di indirizzo), l...











