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19 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:12
Mentre si attende la proposta della Commissione europea per porre fine alle gabbie in modo graduale in tutti gli allevamenti dell’Ue, la Svezia è diventata il primo paese al mondo senza più galline allevate in gabbia. E, intanto, l’Open Wing Alliance, coalizione globale di quasi cento organizzazioni, pubblica in 37 Paesi la più grande inchiesta mai condotta sugli allevamenti intensivi di galline ovaiole, documentando le gravi condizioni e i rischi per la salute, nel mezzo della crisi globale dell’influenza aviaria. Solo pochi giorni fa la Fao ha pubblicato il suo rapporto di previsione, esaminando l’impatto della malattia in tutto il mondo e spiegando che “è diventata una delle minacce biologiche più significative per il settore avicolo globale”, colpendo più di 173 milioni di polli solo negli Stati Uniti d’America dal 2022 e innescando costi di gestione dell’epidemia e di indennizzo degli allevatori superiori a 1,4 miliardi di dollari alla fine del 2024. Ma l’impatto dell’aviaria sulla produzione alimentare riguarda principalmente il settore delle galline ovaiole, poiché i polli da carne hanno un ciclo di produzione più breve e sono generalmente allevati in sistemi di stabulazione chiusi.









