Ogni anno circa 330 milioni di pulcini maschi vengono uccisi alla nascita in Europa perché considerati non redditizi. Una pratica diffusa nell’industria avicola che sta però cambiando grazie a nuove tecnologie e interventi normativi. Dalla selezione manuale alla risonanza magnetica con intelligenza artificiale, il settore è in piena trasformazione.

La selezione alla nascita e i metodi di abbattimento

In Europa, la sorte di milioni di pulcini maschi è segnata fin dalle prime ore di vita. Considerati inutili per la produzione di uova e poco convenienti per l’allevamento da carne, vengono sistematicamente eliminati.

A questa pratica è legato il lavoro del cosiddetto “sessatore di pulcini”, lo specialista incaricato di distinguere maschi e femmine subito dopo la schiusa. Un’attività delicata e altamente specializzata, ma inserita in un sistema industriale che prevede l’eliminazione dei maschi.

“Fino ad ora, gli addetti alla selezione del sesso dei polli si occupavano di separare i maschi dalle femmine, in modo che questi ultimi potessero essere scartati e uccisi con uno dei due metodi consentiti nell’Unione Europea”, si legge nel servizio pubblicato da El Confidencial nell’ambito del progetto internazionale Pulse. “La triturazione, che è esattamente ciò che il termine suggerisce, o l’asfissia con anidride carbonica, come spiegato dall’Istituto Europeo per la Politica e il Diritto Alimentare. Le femmine rimanevano sui nastri trasportatori, mentre i maschi finivano nella trituratrice”.