Una delle argomentazioni usate dai circensi per opporsi al divieto di utilizzo degli animali è quella per la quale il dito viene puntato solo su di loro e non anche contro zoo, allevamenti intensivi, maneggi e tante altre realtà nelle quali si utilizzano gli animali.

Noi, dicono i circensi, siamo tutelati da una legge dello stato, la n. 337 del 1968. Vero, una legge che ha riconosciuto come il circo abbia una funzione sociale e vada sostenuto pur mai comparendo, se non erro, il termine “animali” o” tutela” in quella legge. Datata 1968.

Chi invece contesta questo utilizzo di animali all’interno dei circhi ribatte appellandosi, a sua volta, a quella legge che avrebbe dovuto chiudere definitivamente la porta all’ingresso degli animali sotto i tendoni. Mi riferisco all’articolo 9 della Costituzione che nel marzo 2022 ha introdotto la tutela degli animali nei principi fondamentali dello Stato.

A sentire tale affermazione Totò avrebbe esclamato : “Ma mi faccia il piacere!!!”

Come dare torto al Principe della “risata”? Il primo tentativo nel 2017. Nel 2019, raggiunto il termine entro cui si poteva esercitare la legge delega, alcun provvedimento viene adottato. Nell’agosto 2022 è stata approvata, con il voto di tutte le forze politiche a parte Fratelli d’Italia, una nuova legge con scadenza a maggio 2023, data slittata ad agosto 2024 grazie al decreto milleproroghe voluto dal governo Meloni.