Tutti contro tutti, a Strasburgo come a Roma. Il gran bazar del campo largo, sulla politica internazionale ogni banco ha una merce diversa, in concorrenza con il “dirimpettaio”. A cominciare dalla plenaria del Parlamento Europeo che ieri ha approvato una risoluzione per chiedere una proroga di 18 mesi del PNR (“impraticabile” per il vicepresidente Fitto). Nel provvedimento anche un paragrafo che apre le porte dei fondi europei di Next Generation EU alle spese militari. Il passaggio incriminato che apre la guerra muscolare a sinistra. M5S ed Avs votano contro, portandosi dietro gran parte del Pd. Ma non i riformisti che si schierano per il sì (Giorgio Gori ed Elisabetta Gualmini). Niente di strano se non fosse che ancora una volta il Nazareno va completamente fuori linea, la relazione infatti era fortemente sostenuta dal gruppo S&D. «421 voti a favore su 656 nella Plenaria, vuol dire che quelle voci provenienti dal mio gruppo non hanno portato a creare una maggioranza», ironizza il relatore socialista Victor Negrescu, che in pratica sottolinea l’irrilevanza del Pd.
Pnrr e spese militari, il Pd si spacca ancora. E i Socialisti bocciano la linea Schlein
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