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Martedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto intendere di stare valutando la possibilità di un intervento statunitense nella guerra in corso tra Iran e Israele, stretto alleato degli Stati Uniti. Sul suo social Truth, Trump ha intimato all’Iran di accettare una «resa indiscussa» alle richieste israeliane, e ha minacciato in modo non troppo velato la possibilità che gli Stati Uniti uccidano Khamenei.
I rapporti tra Iran e Stati Uniti sono complessi da decenni, ma i due paesi non sono sempre stati nemici, anzi: per più di vent’anni l’Iran è stato il principale alleato statunitense in Medio Oriente, prima che la rivoluzione del 1979 cambiasse tutto.
Il colpo di stato del 1953
Nel secondo dopoguerra l’Iran era formalmente una monarchia costituzionale: c’era un re, che dal 1941 era lo scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, un parlamento e un primo ministro. Il governo era influenzato dall’esterno e soprattutto dal Regno Unito, che era stato a lungo il paese occidentale con più grande influenza in Medio Oriente. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale i britannici si disimpegnarono gradualmente, e al loro posto arrivarono gli Stati Uniti, che individuarono proprio nell’Iran dello scià un valido alleato per la regione.













