Le città sono un ambiente molto diverso da quello rurale. La cementificazione crea bolle, o meglio isole, di calore che mantengono le temperature più elevate sia di giorno, che di notte. E l’inquinamento luminoso fa sì che il ciclo di luce e buio sia molto diverso da quello che si sperimenta in natura. Con tante differenze, non è strano che le piante di città crescano in modo leggermente differente dalle loro controparti “selvatiche”, come conferma uno studio appena pubblicato sulla rivista Natural Cities: nelle città le piante sperimenterebbero infatti una stagione di crescita più lunga, principalmente per effetto delle ore in più di illuminazione notturna.

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Temperature e ore di luce, d’altronde, sono la bussola principale con cui il mondo vegetale scandisce lo scorrere delle stagioni. Non è strano quindi immaginare che più mesi di caldo e più ore di luce giornaliera possano modificare i processi vegetativi, fioritura e fruttificazione delle piante cittadine. Nessuno però fin’ora aveva quantificato con precisione l’impatto di queste due variabili, né in combinazione, né tanto meno gli effetti che hanno temperature e illuminazione urbana indipendentemente l’una dall’altra.