Firenze, 18 giu. (askanews) -“Stiamo sempre più sviluppando la nostra maglieria, soprattutto sottile. Abbiamo visto che il mercato ci richiede questa maglieria di finezza a 18, quindi ultra settile in cotone, in mistilino e sta avendo dei risultati importanti, soprattutto su mercati nuovi per noi che abbiamo sviluppato negli ultimi anni, come il Giappone e l’estremo oriente, dove stiamo crescendo bene”. Con queste parole ci guida nello stand di Pitti Uomo 108 Andrea Lorenzoni, Ceo del Maglificio Liliana.

“Quando uno è abituato a fare un certo prodotto di un certo livello, comunque lo mantiene. Certo, non è così facile perché le quantità in generale si sono ridotte perché con questa crisi economica tutti i Paesi del mondo sono abbastanza in difficoltà, i negozi fanno fatica a far uscire i prodotti, quindi se si riesce a dargli una qualità e un qualcosa di speciale, li aiuta ad avere dei sell-out maggiori. Posso dirvi anche che diversi operatori del settore mi hanno detto che quello che sta funzionando meglio è la maglieria e ciò che soffre adesso è il capo spalla e noi fortunatamente facendo l’80% di maglieria abbiamo dei vantaggi in questo momento”.

Aggiunge Elisa Lorenzoni, Ceo di Maglificio Liliana: “Il DNA aziendale è un patrimonio che ha oltre 50 anni e quindi noi nei nostri capi celebriamo quello che è tutto nostro know-how, che è la lavorazione speciale. Noi abbiamo dei tecnici molto preparati che riescono a sviluppare dei punti che sono pressoché unici e quindi noi li riflettiamo in tutti i nostri capi e quindi questa è una cosa che tramandiamo da collezione in collezione.