Come fare a rivitalizzare, stimolare, rilanciare un mercato della moda avvolto da un’apatia che non sembra avere fine? È la domanda-clou che aleggia, palese o nascosta, tra gli stand del salone fiorentino Pitti Uomo, che fino a domani ospita 740 marchi, per il 45% esteri, che espongono le collezioni di abbigliamento, accessori e lifestyle per la primavera-estate 2026.

Le aziende rispondono in coro: la strada è puntare su prodotti belli e “autentici”, frutto di lavorazioni accurate, versatili, durevoli e dal prezzo giusto, cioè lontani dai rincari folli che si sono visti negli ultimi due anni. Dai grandi ai piccoli brand, il refrain è lo stesso: stop al lusso ostentato, griffato, gridato, via libera all’eleganza senza loghi e senza tempo. «Il mercato ha bisogno di suggerimenti – spiega Marco Landi, titolare dei marchi L’Impermeabile e Zerosettanta (e presidente di Cna-Federmoda), cinque milioni di ricavi – e noi abbiamo scelto di puntare sul territorio, dando gambe al lifestyle toscano con un’offerta che comprende l’impermeabile empolese, la giacca maremmana col brand Capalbio, il Sigaro toscano per cui abbiamo realizzato un gilet. Cerchiamo di proporre un concept, uno stile di vita».