Voce affaticata con tono monocorde, volto tirato, il rimbombo che fa intendere si trovi in un bunker.
Ali Khamenei si è rivolto alla nazione con un messaggio alla tv sfidando Israele e Stati Uniti per mostrare una parvenza di solidità del regime, ma gli oltre 9 minuti di intervento mostrano al mondo un leader in difficoltà, al di là del proclami minacciosi.
L'inquadratura scelta dall'emittente di stato è la stessa utilizzata nell'ultimo discorso della Guida suprema, nei giorni scorsi.
L'86enne Khamenei appare mezzobusto, seduto, affiancato sulla destra da una foto dell'ayatollah Khomeini (il fondatore della Repubblica islamica) e sulla sinistra dalla bandiera iraniana a sinistra. A coprire lo sfondo, una tenda beige che rende il set ancora più dimesso. Quasi tetro.
Per oltre 9 minuti il capo della teocrazia accusa "il nemico sionista" di aver "commesso un errore e un grave crimine" bombardando l'Iran, ma assicura che sta subendo in rappresaglia una "punizione severa" che "lo ha indebolito". E ne è prova il fatto che "i suoi amici americani sono entrati in scena".














