Esattamente come era accaduto con l'aggressione della Russia all'Ucraina e il coinvolgimento, in quel caso, dei siti delle centrali nucleari civili a Zaporizhzhia e anche dell'impianto fantasma di Chernobyl, la rapida escalation degli attacchi e delle opzioni militari in Iran ha riaccesso una lampadina di allarme che pensavamo essere ormai sepolta nelle nostre paure inconsce da Guerra fredda: cosa accadrebbe se le bombe israeliane dovessero raggiungere proprio i depositi di uranio arricchito (come vedremo a diversi livelli)? Esiste sul serio la possibilità che si inneschi il fenomeno della fissione dell'atomo e dunque un'esplosione nucleare?

Il quadro è reso ancora più incerto dall'eventuale utilizzo della GBU-57, l'ordigno cosiddetto anti-bunker che però dovrebbe essere fornito dalle forze militari Usa e dunque richiederebbe il via libera da parte del presidente Usa Donald Trump a un coinvolgimento almeno indiretto.