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18 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 10:48

Negli ultimi giorni ho scritto un post. Ironico, cattivo, vero. Parlava di Beyoncé, di biglietti regalati, di stadi mezzi vuoti spacciati per trionfi. Un post come tanti, a prima vista. Ma le reazioni — veementi, isteriche, colpevolmente rivelatrici — mi hanno confermato che il bersaglio era centrato. Perché non parlavo solo di Beyoncé. Parlavo di un intero sistema. E oggi, mentre scrivo questo articolo, mi arriva tra le mani un testo firmato da Federico Zampaglione. Non è un post, è una sceneggiatura. Tragica. Grottesca. Reale. Il racconto di come funziona davvero il grande circo dei concerti, delle carriere pompate, dei finti sold out, delle illusioni a pagamento. Non è un caso isolato. È la prassi. Un sistema che sta crollando. Ma continua a sorriderci dalla copertina di un merchandising.

Nei consueti nove punti di questo blog, voglio oggi raccontare il sistema che vedo. Non per attaccare qualcuno, ma per difendere qualcosa: il pubblico, l’intelligenza, la musica.