Un dialogo fra un artista e un organizzatore di concerti, pensato come fosse una sceneggiatura, per raccontare la brutta storia dei concerti “sold out” pompati ad arte grazie a biglietti gratuiti o venduti sottocosto. Con un lungo post su Facebook scritto - appunto - come fosse il copione di un film, Federico Zampaglione ha voluto scoperchiare il vaso di Pandora di un fenomeno che «vedo accadere da circa 30 anni, con un'impennata spaventosa in tempi recenti» e che va a discapito «di artisti ancora giovani ed inesperti». Tutto parte dal manager di turno che, una volta lusingato l’artista con le parole giuste («dopo il successo virale del tuo singolo, meriti qualcosa di più, dobbiamo fare il grande salto. Bisogna dare un segnale forte, uscire dal mucchio, far capire che tu sei al di sopra dei tuoi colleghi»), lo spinge a intraprendere un tour che dovrà essere «sold out, così scateniamo l’ufficio stampa e ti fanno santo subito!». Ovviamente a organizzare tutto ci pensa il promoter.