Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Il premier ha affrontato ad ampio spettro tutti i tempi principali che sono stati trattati durante il G7, arrivato in un momento delicato per gli equilibri geopolitici

Nella notte italiana, il presidente del Consiglio ha tenuto un punto stampa al termine del G7, toccando i principali punti previsti dall'agenda politica del meeting e smentendo anche alcune fake news che sono circolate durante queste giornate. Il tema centrale è stato inevitabilmente l'Iran, che è il fronte caldo e più pericoloso di questo momento. "L'obiettivo che tutti vogliamo è arrivare a negoziati che consentano all'Iran di non diventare una potenza nucleare", ha spiegato Giorgia Meloni parlando con i giornalisti, sottolineando che tra i leader del G7 vi è convergenza di vedute in merito alla situazione in Medio Oriente, e i Paesi del gruppo sono "impegnati a garantire la pace e la stabilità nella regione".

Israele, ha proseguito il premier italiano, "ha diritto a difendersi di fronte a una minaccia reale" e con l'Iran, ha aggiunto, "una trattativa è già avvenuta, ma senza una volontà concreta" da parte di Teheran, "vedremo se lo scenario cambierà con gli ultimi avvenimenti". Tutti i Paesi del G7 sono concordi, "andiamo nella direzione una de-escalation" e quanto allo scenario odierno, per Meloni è "possibile oggi uno scenario diverso in cui si arriva a delle negoziazioni e si arriva all'obiettivo che tutti condividiamo che è la rinuncia da parte dell'Iran a essere una potenza nucleare" perché "non sarebbe una minaccia solamente per Israele, ma sarebbe una minaccia anche per tutti noi". A chi le ha chiesto se, in caso di coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto tra Israele e Iran, l'Italia concederà l'uso delle basi aeree a Washington, Meloni ha spiegato di non poter dare ora una risposta: "Quando accadrà ovviamente convocheremo le persone che dobbiamo convocare e prenderemo le nostre decisioni, non è una decisione che si prende così". Inoltre, ha confermato che sulla possibilità di un ruolo di mediatore per Vladimir Putin nel conflitto tra Israele e Iran "non mi pare ci fosse grande disponibilità da parte di nessuno". Francamente, ha aggiunto, "affidare a una nazione in guerra la mediazione su un'altra guerra non mi sembrerebbe proprio l'opzione migliore da prendere in considerazione".