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Uno scontro silenzioso ma profondo, dove ambizioni politiche e visioni opposte del futuro dello Stato ebraico si intrecciano

In un Israele attraversato da venti di guerra e tensioni interne, il primo ministro Benjamin Netanyahu si trova al centro di una sfida che non si gioca solo sui confini della Striscia di Gaza, ma nelle stanze più segrete del potere. Generali, capi dell’intelligence abituati a colpire lontano e giudici determinati a custodire l’equilibrio del Paese osservano con attenzione ogni sua mossa. È uno scontro silenzioso ma profondo, dove ambizioni politiche e visioni opposte del futuro dello Stato ebraico si intrecciano, mentre sullo sfondo il conflitto con Hamas e l’incertezza internazionale scandiscono il tempo delle decisioni più difficili.

Nei ranghi dell’IDF ci sono comandanti temprati in decenni di conflitti, duri sul campo ma non allineati ai progetti del premier e degli alleati ultranazionalisti. Ai vertici dei servizi segreti, uomini capaci di colpire i nemici di Israele ovunque, ma allarmati dall’accentramento di poteri nelle mani del capo del governo. Nelle aule di giustizia, giudici determinati a difendere il carattere democratico e laico dello Stato, e a cercare un equilibrio possibile con i vicini arabi.