Hanno resistito all’avvento dell’ecommerce, all’invasione dei negozi monomarca, perfino alla pandemia. I multimarca di fascia alta - un format che esiste solo in Italia così com’è: spesso famigliare nella gestione e familiare nella relazione con il cliente - hanno saputo evolversi e cambiare, tenere il passo dei cambiamenti sociali e tecnologici, ma anche di quelli dello stile. Ora si trovano davanti a una nuova sfida: invogliare un consumatore svogliato; rassicurare chi è in balìa delle incertezze che arrivano ormai da ogni parte a invadere la quotidianità; riavvicinare un cliente che l’aumento dei prezzi aveva spinto a non comprare.

Giglio (Palermo): «Momento critico, puntiamo su sport e marchi accessibili»

Non un compito semplice: «Ci troviamo in un momento di mercato abbastanza debole soprattutto nel segmento lusso - conferma Federico Giglio, ad di Giglio.com (che per la prima volta è presente a Pitti con uno spazio dedicato) e delle boutique di Palermo - perché l’aumento dei prezzi ha fatto si che la clientela si disaffezionasse e il valzer delle nomine ha creato altra confusione. Le vendite nei negozi fisici in linea di massima stanno reggendo bene, quelle online invece stanno risentendo dei cali di determinate aree geografiche».