Tra le sfide che il sistema moda globale deve affrontare c’è la distribuzione, che deve trovare un equilibrio tra online e negozi fisici e tra monomarca e multimarca, reali e sul web.

Dalla settimana della moda di Milano arrivano segnali interessanti. Anzi, gli spunti si possono trovare da mesi: è dalla primavera che nelle vie più centrali dello shopping – via Montenapoleone e quadrilatero per l’altra gamma, corso Vittorio Emanuele per il resto – vengono aperti o riaperti dopo ristrutturazioni impegnative negozi di marchi che erano già presenti in Italia o che debuttano nel nostro Paese, partendo da Milano, come l’americano Lululemon. In aprile sono stati inaugurati Louis Vuitton e Tiffany, in Montenapoleone: il primo offre un caffè e un ristorante, il secondo un bar e uno spazio eventi ed entrambi sono arredati con importanti pezzi di design e opere d’arte. Una scelta che vale pure per Bulgari, che aveva aperto qualche giorno prima di Vuitton, sempre in aprile e sempre nella via dello shopping di alta gamma più cara al mondo.

Venerdì scorso è stata la volta del monomarca di Saint Laurent (gruppo Kering), con arredi sofisticati a partire dai materiali. Spazio al design anche per la boutique di via Sant’Andrea di JW Anderson, che in ottobre sfilerà a Parigi come direttore creativo di Dior ma che per il suo marchio svolta verso il lifestyle. Grande attesa per il flagshipstore Fendi, con annesso ristorante, che si aggiunge alla nuova boutique Alberta Ferretti, che da Montenapoleone si è spostata in via Spiga e che aprirà il calendario delle sfilate.