Sono passati cinque anni dallo scoppio della pandemia da Covid-19, che ha segnato profondamente il mondo, avvolgendolo in una dimensione globale di lutto e smarrimento; ha sfidato la resistenza dei sistemi sanitari; ha sconvolto la vita quotidiana, le economie e i flussi di persone e di merci, determinando la recessione più profonda degli ultimi decenni. Nelle democrazie la pandemia ha anche riproposto complesse questioni etiche: la ricerca di un punto di equilibrio tra la libertà individuale di scegliere se vaccinarsi e l’esigenza collettiva di riduzione dei rischi di contagio; e di un punto di equilibrio tra la libertà di espressione e l’esigenza di assicurare un’informazione fondata sotto il profilo scientifico.

Gli eventi del 2020-21 hanno mostrato che la risposta a una pandemia richiede uno sforzo collettivo su molti fronti: sanitario, scientifico, industriale, logistico, comunicativo. Sono cruciali la coesione sociale, la credibilità delle istituzioni e quella degli scienziati. È altresì determinante la cooperazione internazionale: negli scambi di informazioni sanitarie, nella diffusione dei risultati della ricerca sui vaccini, nella produzione e distribuzione dei vaccini e di altri prodotti necessari per la gestione delle epidemie.