Le malattie hanno cambiato il corso della storia e qualche volta hanno anche migliorato il mondo, magari prima che fosse colpito da una nuova sciagura. «Il modo in cui sono state affrontate fa ben sperare sulla capacità degli uomini di riprendersi anche dalle crisi più spaventose. Qualche volta, a dir la verità, vorrei che queste crisi potessimo evitarle, ma ultimamente non mi fido più tanto»: Alessandro Barbero chiude così, con un accenno all’attualità e tra gli applausi, la sua lezione sulla peste del Trecento al Teatro Verdi di Padova per il Festival di Salute. Ancora una volta lo storico ha illuminato il presente parlando del passato, tra riferimenti al Covid, alla Seconda guerra mondiale e appunto a come l’umanità è in grado di reagire alle difficoltà.
Il Festival di Salute
Il programma
Mancano ancora quaranta minuti all’inizio dell’appuntamento di chiusura della seconda giornata del Festival e ci sono già persone in coda, che aspettano di entrare in teatro. Il tema principale della lezione sono gli anni dalla seconda metà del Trecento in avanti, ma il racconto della peste tocca anche altri periodi storici, dall’Antica Atene all’Ottocento e ai primi del Novecento, quando la malattia batterica faceva ancora morti negli Stati Uniti. «E ci sono Paesi, non dell’Europa e dell’Oceania, dove è diffusa ancora oggi, ovviamente con un numero di casi molto inferiore rispetto ad un tempo», dice Barbero, che torna varie volte sulle similitudini con il Covid.







