Era l’inverno del 2019, ormai circa 6 anni fa, quando il mondo incontrò il Covid-19. La peste dei nostri tempi, una pandemia letale che ha stravolto le economie, cambiato le nostre abitudini, generato nuovi disagi e rinfolcolato vecchie pulsioni antiscientifiche. Quanto ce ne rendiamo conto? Come la peste el nostro tempo ha cambiato il mondo? Perché le pesti questo fanno: rivoluzionano tutto. Al festival di Salute ce lo ricorderà lo storico Alessandro Barbero raccontando la Peste del 300, il flagello che ha aperto la strada al mondo nuovo, avviato le società europee a trasformarsi e prendere la strada che le porterà all’oggi

Gli eventi del Festival di Salute

di Barbara Orrico

La prima a ricevere questo nome è stata la peste di Atene, del 430 a.C., probabilmente un’epidemia di tifo esantematico che falcidiò la popolazione della città-Stato greca e concorse alla sua sconfitta contro Sparta nella Guerra del Peloponneso. Poi in epoca romana vennero le pesti di Antonino e di Cipriano e qui, per gli storici, i candidati quali agenti del contagio furono il morbillo, il vaiolo, la lebbra emorragica. "I romani trovarono una soluzione per riempire i vuoti lasciati dalle antiche pandemie. Invitarono le popolazioni fuori dal limes a entrare, a coltivare i campi, ad arruolarsi nell’esercito. Questo cambiò profondamente la società romana", ha ragionato più volte lo storico Alessandro Barbero.