“Scoppierà un’altra pandemia, ma non sappiamo quando”. È questo l’allarme di Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive dell’Ircss Ospedale Policlinico San Martino di Genova, dal palco del Festival di Salute di Padova. Oltre a questa fosca previsione sul futuro, il clinico ha anche parlato di antibioticoresistenza, un’altra delle emergenze sanitarie più preoccupanti del presente, e denunciato la preoccupante invasione nel campo della scienza da parte dell’amministrazione Trump. A margine della conferenza abbiamo incontrato il professore, con cui abbiamo approfondito i temi che ha trattato nel corso dell’incontro.

Il Festival di Salute 2025

Il programma

Professor Bassetti, come si pone rispetto all’affermazione che “la scienza è democrazia”?

“Credo che la scienza sia ciò che più di democratico esista. In questa disciplina, chi parla senza avere competenze rimane nessuno. Ma se si studia, ci si applica, si rispettano i criteri del metodo scientifico, allora si può costruire un percorso e diventare uno scienziato affermato. È proprio questa la parte più bella della scienza e il senso più profondo della sua “democraticità”. Per dimostrare la correttezza o la falsità di una teoria scientifica non conta quante persone ci credono, ma quanto sono solide le prove a supporto. In questo senso, la scienza è democratica nel senso che offre a tutti la possibilità di contribuire, ma è anche selettiva e meritocratica perché basata sulle evidenze. Oggi, in un momento in cui la politica tende sempre più a invadere lo spazio della scienza, dovremmo difendere ancora con più forza proprio quei principi: selettività, rigore e merito”.